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Dopo aver percorso una
serie di tornanti in salita dal centro abitato di Baunei, si
aprirà alla vista dei visitatori una selvaggia vallata di origine
basaltica racchiusa da una serie di bastionate calcaree e ricoperta
da una fitta vegetazione di lecci, ginepri e macchia mediterranea.
L'Altopiano del Golgo, è probabilmente il più interessante
contesto storico archeologico del territorio baunese, protetto da
Nuraghi a guardia di ogni accesso naturale, e principale ambito di
convogliamento e conservazione delle acque piovane dell'altopiano
carsico.
Luogo denso di richiami e sensazioni di misteriose presenze,
l'Altopiano è noto principalmente per la sua Voragine (che
con i suoi 280 m. è la più profonda in Europa) identificata quale
luogo dove si compiva l'uccisione degli anziani fra risa rituali,
liberatorie, (da cui il termine riso sardonico) e frenesie proprie
anche del macabro incedere dei Mamuthones |
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In
prossimità della Voragine ecco poi As Piscinas, naturali
conche di raccolta dell'acqua piovana, modificate dall'uomo nella
forma a noi giunta, per consentire sia la lavorazione dei metalli,
sia i culti magici, animistico-naturalistici, come il "Giudizio
Divino" dell'ordalia dell'acqua. Co'e Serra,
nell'Altopiano del Golgo è probabilmente il più noto fra i
nuraghi di Baunei. Eretto a sentinella dell'altopiano, biancheggia
su una bassa prominenza rocciosa, alla confluenza di Bacu
Tenosili con il canalone che discende da Punta Feullas,
dividendo con Pedru Saccu il primato della maggiore
estensione fra i nuraghi della zona. Sul bastione meridionale del
nuraghe è eretta una curiosa costruzione, della stessa natura del
nuraghe ma in forma vicina al tipo dei templi a Megaron. Edificata nella
seconda metà del XVII secolo in forme tardo - gotiche ecco la Chiesa dedicata a S. Pietro (la leggenda vuole che S. Pietro
abbia liberato la popolazione di Golgo da "Su Scultone", sorta di
mostro che abitava la Voragine e che calmava la sua ira solo in
seguito al sacrificio delle giovani vergini). Come tutte le chiese
antiche collocate in quest'area, denuncia l'esistenza di forme di
sincretismo religioso, nuragico - cristiano, riconoscibili per la
tipologia a Cumbessias. Proprio di fronte alla
recinzione della Chiesa è ben visibile il betile antropomorfo che non ha altri analoghi in Sardegna, mentre presenta vaghe
somiglianze con le sculture dedicate a Shardana |