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Escursioni
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Trekking nel Supramonte di Baunei
Selvaggio Blu
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Difficoltà |
Itinerario consigliato per ottimi
escursionisti che conoscano le
principali manovre in corda doppia e che
sappiano scalare autonomamente fino al
III grado. Si effettuano impressionanti
calate fino a 40 m. e si arrampica per
brevi tratti e traversi sino al IV
grado. Attenzione: e' vivamente
sconsigliato percorrere l'itinerario
senza l'ausilio di una guida
(considerare che il 90% di chi percorre
l'itinerario senza guida si perde senza
poterlo compiere integralmente) |
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Materiale |
Imbragatura, 2 mezze corde da 50 m.,
discensore, bussola e altimetro, robuste
scarpe da trekking, zaino da 60 l. |
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Durata |
Sono necessari 5 giorni per percorrerlo
da S. Maria a Cala Sisine |
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A chi rivolgersi |
Cooperativa Goloritzé
cell. 368.7028980
Salinas Escursioni
cell. 340.5665739 |
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Le Tappe |
Primo giorno: da Pedra Longa a
Cuile "Us Piggius" - Secondo giorno:
Da Cuile "Us Piggius" a Portu Quau -
Terzo giorno: da Portu Quau a Cala
Goloritzé - Quarto giorno: Da
Cala Goloritzé a Olobizzi - Quinto
giorno: da Olobizzi a Cala Sisine. |
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Dalla Guglia di Pedra Longa a Cala
Sisine per i vecchi sentieri dei
carbonai -
Una delle più belle "alte vie" del
Mediterraneo, così viene definito da
Mario Verin che con Peppino Cicalò ne ha
scoperto e divulgato il tracciato, e
proprio la bellezza degli ambienti che
attraversa, le vedute della costa che
continuamente propone, il profumo della
macchia mediterranea, e la sua
complessità, fanno del Selvaggio Blu
qualcosa di speciale.
"L‘inizio della vera distruzione delle grandi
foreste della Sardegna é stata una delle
tantissime leggi emanate dal governo Italiano
nel 1863 con la quale si permetteva il taglio di
200.000 ettari di bosco di alto fusto, in
particolare lecci e roverelle adatti alla
costruzione delle nuove vie ferrate. Cosí il
taglio é continuato per cinquanta anni,
divorando quasi 600.000 ettari di bosco. Chilometri e chilometri di aridi ciottolati
calcarei che oramai appartengono al paesaggio
"caratteristico" della Sardegna. Per un vecchio
innamorato della Sardegna come me scoprire che
l'aspetto attuale di quel territorio, pur nella
sua bellezza, era solo una pallida idea del
recente passato fu una grande delusione e uno
sprone a visitare un poco piú da vicino alcuni
luoghi dove forse era rimasto qualcosa del suo
antico splendore.
Dieci
giorni di cammino lungo le Codule
e tutti i possibili anfratti fra Santa Maria Di
Navarrese e Cala di Luna fatti con l'amico
Peppino Cicaló (oggi presidente del C.A.I. di
Nuoro, n.d.r) ci fecero conoscere l'insieme di
questo territorio in modo particolareggiato ed
esaustivo".
- testo di
Mario Verin, tratto da "ALP" giugno 1988
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