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sostenuto
da capriate di ginepro e tegole di laterizio che
poggiavano direttamente sull'incannicciato, secondo la
tradizione locale. Sui trattava dio un impianto semplice
ma completo che ha subito in epoca successiva notevoli
ampliamenti. A lato delle navate minori furono aggiunte
le Cumbessias, la Chiesa fu allungata di due
arcate e s'innalzarono le navate laterali tanto da
comprenderle nel prolungamento della stessa falda del
tetto che copriva la navata centrale. Durante i restauri
operati negli anni 1959 - 60 fu soppresso l'antico
altarino in muratura di pietra intonacata dentro al
quale è stato trovato un reliquario d'argento circondato
da una scritta cufica beneaugurante, forse prezioso dono
della Principessa alla Chiesa in costruzione, e fu
rifatto il pavimento. La facciata ha semplicissimo
prospetto che avvia il tetto spiovente a due falde e su
cui si aprono tre portali che immettono nelle tre navi
della Chiesa; in cima un campaniletto a vela.
All'epoca
di costruzione della Chiesa può essere fatta risalire la
piccola acquasantiera tonda a muro che si trova nel
transetto destro, mentre all'epoca degli interventi
successivi (XVII - XVIII secolo) risale l'acquasantiera
a bacile su stelo situata all'inizio della navata
centrale sulla destra.
Da non
perdere la serie di sei campanelle montate su supporto
ligneo (presbiterio, lato destro) denominate "Arréulas"
e suonate per indicare l'inizio delle funzioni
religiose.
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